Il design non è sempre una questione di fredda funzione o di estetica minimale fine a se stessa. Talvolta, è un atto di libertà che affonda le radici nel suolo scosceso delle montagne. Dal 22 maggio al 28 giugno 2026, l’ADI Design Museum di Milano ospita “SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino”, una mostra curata da Anna Quinz che trasforma il territorio del Trentino-Alto Adige in un laboratorio creativo dove il rigore tecnico incontra l’imprevedibilità del divertimento.
Un’estetica oltre lo stereotipo montano
Spesso l’immaginario legato alle Alpi è intrappolato in una narrazione fatta di folklore statico e materiali immutabili. Sciscioré ribalta questa visione, utilizzando il gioco come lente d’ingrandimento per osservare una produzione che è, al tempo stesso, profondamente radicata e incredibilmente proiettata verso il futuro. Il termine stesso, che in ladino significa “gioco delle biglie”, evoca una gestualità ancestrale che si trasforma in metodo progettuale. In questa esposizione, il gioco non è confinato all’infanzia, ma diventa una postura mentale dell’adulto che sfida i limiti della materia e del paesaggio.


Il dialogo tra icone e nuovi prototipi
Il percorso espositivo mette in scena un confronto serrato tra epoche e approcci differenti. Accanto alle storiche creazioni di maestri come Luciano Baldessari ed Ettore Sottsass Jr., trovano spazio le visioni contemporanee di Martino Gamper e le sperimentazioni di designer internazionali che hanno scelto di dialogare con le eccellenze produttive locali. La mostra accosta icone intramontabili, come la lampada Gatto dei fratelli Castiglioni, a progetti inediti del 2026, come lo scooter Augment 360° di Christian Zanzotti o le figure zoomorfe di Luca Boscardin. È una stratificazione che riflette la complessità delle guglie dolomitiche: varia, frastagliata e mai banale.

Le dieci sezioni di un playground progettuale
L’allestimento, curato da insalata-mista studio e realizzato dall’azienda Barth, trasforma lo spazio museale in un grande parco giochi intellettuale. Suddivisa in dieci sezioni tematiche, la mostra guida il visitatore attraverso concetti come Naturalia, Animali fantastici e Equilibrismi. Ogni area indaga un aspetto specifico della progettazione: si passa dall’analisi delle forme naturali come fonte d’ispirazione agli incastri tecnici che richiamano la costruzione dei giocattoli in legno, fino ad arrivare alle sezioni dedicate allo sport e alla mobilità. Il bianco dell’allestimento, intervallato da accenti cromatici vivaci, sottolinea un’atmosfera di scoperta continua.


La montagna come matrice di innovazione
L’esposizione dimostra come il saper fare alpino non sia un limite geografico, ma un vantaggio competitivo. Aziende storiche del territorio come Sevi, La Sportiva e Salewa convivono con brand globali del calibro di Thonet e Normann Copenhagen, a testimonianza di come l’intelligenza artigianale sappia integrarsi perfettamente con i processi industriali più avanzati. SCISCIORÉ non cerca di dare una definizione univoca del design di montagna, ma celebra la sua capacità di trasformare i vincoli del territorio in risorse creative, dimostrando che il gesto del gioco è, in fondo, la prima e più pura forma di progettazione umana.

















