Nel cuore pulsante della Milano storica, tra Sant’Ambrogio e le Colonne di San Lorenzo, il distretto 5VIE si prepara a inaugurare l’edizione 2026 con un tema profondamente filosofico: QoT – Qualia of Things. In un’epoca dominata dall’iper-connessione digitale, la rassegna sposta il focus sull’esperienza soggettiva e sensoriale. Il design non è più solo forma o funzione, ma diventa uno strumento per generare emozioni pure, invitando i visitatori a interrogarsi su “come ci si sente” nell’interagire con la materia, trasformando ogni installazione in un dialogo intimo tra l’oggetto e i sensi.

Dalle Cavallerizze al distretto: un viaggio tra materia e rito
Il quartier generale presso le Cavallerizze del Museo Scienza e Tecnologia sarà il motore di una narrazione che intreccia sacro e profano. Spiccano progetti come Resonance di Marco Guazzini, che esplora l’architettura modulare, e l’universo biomorfico di Elizabeth Lewis. La dimensione rituale emerge con forza ne La fiamma che non brucia di Giuditta Vettese, mentre l’immersività raggiunge l’apice con Sara Ricciardi Studio, che trasforma lo spazio in una “stanza del mare” sonora e tattile. Grande attenzione è rivolta anche alla sostenibilità creativa, come dimostrano i portali tessili di mo man tai realizzati con scarti pubblicitari.
Eccellenze internazionali e dialogo tra artigianato e avanguardia
La 5VIE Design Week 2026 si conferma crocevia di culture e saperi millenari reinterpretati in chiave contemporanea. Dalle sculture in legno massello di Tadeáš Podracký alle ceramiche Jōmon di Noe Kuremoto, fino alle collaborazioni internazionali che portano a Milano il design del Guatemala e della Podlachia. Il distretto si accende anche grazie a nomi di prestigio come Humberto Campana, che presenta una collezione ispirata alle strutture cellulari al Teatro Arsenale, e lo studio Giopato & Coombes, che continua la sua ricerca poetica sulla luce, confermando l’area come il tempio del collectible design e dell’alto artigianato.

















