Alla scorsa Milano Design Week la materia è stata protagonista, non più un semplice supporto, ma un vero e proprio linguaggio di espressione. Dieci progetti si sono distinti per il loro uso innovativo di materiali, esplorando pigmenti da microalghe, fibre tessili rigenerate e scarti industriali, in una visione che unisce poesia, sostenibilità e rilevanza culturale.
SO-COLORED

Lo studio giapponese We+ ha esplorato l’uso delle microalghe come fonte innovativa di pigmenti naturali. Le microalghe in polvere, mescolate con una resina naturale derivata dalla dammar indonesiana, creano una finitura liscia e brillante simile a ceramica o vetro. Questo materiale, sviluppato in collaborazione con Algal Bio Co., Ltd., è stato impiegato per arredi, offrendo nuove possibilità cromatiche sostenibili.
OCEAN-BOUND POLYESTER

Kvadrat ha presentato il tessuto da rivestimento Diade, realizzato interamente in poliestere riciclato da rifiuti plastici oceanici. Collaborando con l’artista Kapwani Kiwanga e l’azienda svizzera #tide (specializzata nel recupero di plastica entro 10 km dalle coste della Thailandia), il tessuto presenta un intreccio destrutturato con un effetto prismatico e iridescente, disponibile in 16 colorazioni ispirate alla natura.
OURCARBON

Tra le innovazioni più rilevanti esposte, OurCarbon® è un biomateriale carbon-negative ottenuto dai fanghi di depurazione. Questi scarti vengono trasformati in un pigmento nero sostenibile, utilizzabile in plastica, inchiostri, calcestruzzo (dove immagazzina carbonio) e tessili. Portato in Italia da Garzanti Specialties, è un esempio concreto di economia circolare, trasformando i rifiuti in risorse strategiche.
R100 by Hydro

Hydro, azienda norvegese, ha continuato il suo impegno per la sostenibilità con R100, un alluminio 100% post-consumo. I designer coinvolti hanno lavorato con il vincolo di non superare un raggio di 100 km tra materia prima (scarti post-consumo locali) e prodotto finito, creando una nuova geografia del progetto che contribuisce all’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050.
VORONOI

Voronoi, una serie di piccoli contenitori scultorei di Egoundesign e 3D4Mec, è il primo prodotto al mondo a sperimentare l’ottone stampato in 3D. Utilizzando la tecnologia L-PBF, i contenitori sono realizzati con polvere di ottone, ottenendo forme complesse e leggere. Grazie a un sistema di recupero automatico brevettato, la materia prima è utilizzata al 98%, riducendo significativamente gli scarti. È disponibile anche in una versione in PLA bio-based.
PAPER WEAVING

Alla Triennale di Milano, Abid Javed ha presentato Paper Weaving, un progetto che trasforma la carta – tradizionalmente considerata fragile – in una superficie tridimensionale e strutturata, grazie a tecniche di tessitura innovative. Il progetto dimostra come la ricerca sui materiali del futuro possa anche riguardare la rigenerazione e la reinterpretazione di materiali esistenti, ampliandone le potenzialità.
TRACE OF WATER

Lo studio giapponese HONOKA, in collaborazione con Aqua Clara, ha presentato Trace of Water, un’installazione che reinterpreta poeticamente la plastica riciclata. Il progetto sfrutta la “memoria” che l’acqua lascia nelle bottiglie in PET, la quale, sottoposta a calore, genera microbolle e texture organiche. Questa traccia visibile si trasforma in nuove superfici e arredi, mostrando come lo scarto possa diventare elemento narrativo.
NOAI®

Living Divani ha introdotto il piano in NOAI® per i tavoli Étoile di Marco Carini. Questo biocomposito naturale e sostenibile è composto da terra cruda, fibre di canapa, quarzi e ossidi minerali. Oltre a una texture ricca, NOAI® possiede proprietà fotocatalitiche che migliorano la qualità dell’aria, ed è resistente, leggero e durevole, allineandosi ai principi della bioedilizia e del design sostenibile.
TABLÌ

Lavazza ha presentato Tablì, una pastiglia di caffè monodose realizzata interamente da caffè pressato, senza involucro esterno. Questo sistema, frutto di un percorso quinquennale e oltre 15 brevetti, rivoluziona il consumo di caffè single-serve, ponendo sostenibilità e materia al centro dell’esperienza e ridefinendo il design responsabile nel settore.
LIGHT IN MATTER

HYLEtech, nuovo brand di Luce5, ha presentato HYLEtech, una tecnologia basata su un alluminio hi-tech completamente elettrificabile. Questo materiale, utilizzato nelle sculture luminose Light in Matter di Emanuel Gargano, fonde struttura e luce in un unico corpo, eliminando la necessità di sorgenti esterne e promuovendo una visione consapevole contro l’uso di plastica e derivati del petrolio.
AGRESTE

ALPI, a partire dagli scarti di produzione, ha dato vita ad Agreste, una nuova superficie decorativa progettata da Estudio Campana. Ispirato alle terre aride del Brasile, il pattern irregolare richiama crepe e fenditure del suolo. Attraverso un sofisticato processo di upcycling, ALPI riafferma la sua visione di design responsabile, trasformando i “residui” in materia di progetto.

















