Il Salone del Mobile.Milano 2026 apre le porte a una visione del design che mette al centro l’armonia tra uomo, architettura e natura. Protagonista di questo racconto è Pedrali, l’azienda bergamasca che trasforma il Padiglione 24 in un inedito scenario dove il “Made in Italy” si manifesta attraverso un equilibrio perfetto tra rigore industriale e sensibilità poetica. Lo stand, intitolato #PedraliGentleHabitat e firmato dallo studio DWA Design Studio, non è solo uno spazio espositivo ma un ecosistema progettato per avvolgere il visitatore in un’esperienza multisensoriale.


Un’architettura di luce e materia
Lo stand si estende su una superficie di 900 metri quadrati e si presenta come un volume puro, dove la struttura costruttiva non viene nascosta ma esaltata. Travi e pilastri a vista in legno di pioppo disegnano una griglia geometrica che dialoga con un soffitto dinamico e superfici tessili capaci di reagire ai cambiamenti della luce. L’involucro esterno appare come una tela bianca, una superficie neutra che rivela la sua identità materica solo a uno sguardo attento, grazie a un sapiente gioco di texture e pareti ondulate in canvas. In questo spazio fluido, i confini tra interno ed esterno sfumano, creando un ritmo morbido che invita alla sosta e al benessere.
La materia estratta e la circolarità del design
Tra le novità più attese spicca la prima collaborazione con lo studio Formafantasma, che ha dato vita a Estratto. Questa collezione di tavolini e consolle celebra l’alluminio e la tecnica dell’estrusione, radicata nel distretto produttivo di Pedrali. Il design si gioca tutto sull’alternanza tra pieni e vuoti, con basi formate da estrusi concavi che riflettono la luce e garantiscono solidità. È un progetto che parla di sostenibilità non come concetto astratto ma come scelta materica, puntando su un metallo infinitamente riciclabile che sposa un’estetica tecnica e, allo stesso tempo, profondamente decorativa grazie alle finiture laccate lucide.


L’evoluzione della tradizione e la visione sostenibile
La ricerca di Pedrali non dimentica le proprie radici e le reinterpreta in chiave contemporanea con Philía Mesh di Odo Fioravanti, che recupera la memoria delle prime sedie da giardino in lamiera stirata, e con Nuova Guinea di Cazzaniga Mandelli Pagliarulo, che introduce un innovativo sistema di intrecci rimovibili. Anche Libre di Eugeni Quitllet esplora l’ergonomia attraverso il polipropilene riciclato, citando le forme del legno curvato. Ogni elemento di #PedraliGentleHabitat, dalle lampade ricaricabili Filicudi ai tappeti riciclabili Twiny, concorre a definire un’idea di abitare consapevole, dove la bellezza è indissolubilmente legata alla durata e al rispetto delle risorse.